Se io fossi sarei, ma chi?
16 minipièce del maestro del Teatro dell’Assurdo mai rappresentate
con Laura Alesiani, Anthony Oliverio, Cosimo Pulito, Giulia Rebonato, Andrea Staccioli, Mara Zimbaro
regia Alberto Gozzi
Il materiale, da cui nacque La cantatrice calva, rimase inedito fino al 1991, quando Gallimard pubblicò tutte le opere di Ionesco nella Pléiade.
Il nostro spettacolo, il cui titolo è tratto da uno dei dialoghi stessi, li propone per la prima volta, introducendo il pubblico in quello che si potrebbe chiamare il laboratorio sconosciuto di Eugène Ionesco.
Quando, nel 1938, Eugène Ionesco si stabilì da Bucarest a Parigi, conosceva
già perfettamente la lingua francese, che era quella della madre, parlata
abitualmente in famiglia. In quegli anni Ionesco decise di dedicarsi allo studio dell’inglese servendosi di un manuale di conversazione. Questo strumento si rivelò ben presto tanto inadeguato quanto prezioso per il giovane apprendista; le frasi fatte tipiche di tutti i manuali di conversazione
mostrarono a prima vista la loro inerte pochezza. “Il pavimento è basso, il soffitto è alto”; “La gonna di mia cugina è più lunga di quella di tua sorella”;
“La nostra casa ha molte finestre, ma la vostra è di metratura maggiore”.
Ionesco intuì il potenziale eversivo racchiuso nel grigiore di queste parole:
insignificanti enunciati che comunicavano il nulla; bastava togliere la sicura e
quelle frasi grigiastre, sottoposte a un sottile lavoro di montaggio, sarebbero
deflagrate, come bombe a mano solo apparentemente innocue, nella loro
assurdità.
Ionesco compilò, a sua volta, un manualetto di conversazione francese per
turisti inglesi, e in quella occasione egli toccò con mano la potenza
dell’Assurdo.
La compilazione di quel dozzinale manualetto di conversazione fu il germe da cui nacquero i dialoghi della sua opera più rappresentata, La cantatrice calva, rappresentata ininterrottamente, dopo alcune repliche a singhiozzo che sconcertarono il pubblico, dal 1957 a oggi.
Questo materiale da cui nacque La cantatrice calva rimase inedito fino al
1991, quando Gallimard pubblicò tutte le opere di Ionesco nella Pléiade.
Questo nostro spettacolo, il cui titolo è tratto da uno dei dialoghi stessi,
li propone per la prima volta, introducendo il pubblico in quello che si
potrebbe chiamare il laboratorio sconosciuto del maestro del Teatro
dell”Assurdo.
Vi aspettiamo numerosi!
📅 Domenica 22 marzo 2026
🕘 Ore 20:45
📍 Teatro San Massimo – Via Provana 6, Torino
📞 011 88 46 79
Clicca qui per i nostri contatti.



